fbpx

Categoria: Psicologia

Ipocondria ai tempi del Coronavirus

Ipocondria ai tempi del Coronavirus

L’ipocondria ai tempi del coronavirus è normale?

L’ipocondria è la paura di contrarre una malattia, ai tempi del corona virus è una paura che sa molto di razionale e giusta.

Ci sono sempre però dei limiti da osservare, dei punti oltre il quale è bene non spingersi, perché è come oltrepassare il parapetto e cadere dal precipizio: all’inizio sembra divertente, ma poco dopo, appena subentra la consapevolezza dello schianto, ci terrorizziamo.

Caratteristiche

Secondo il manuale diagnostico dei disturbi mentali, il DSM-5 – che è il manuale che usano medici, psicologi, psicoterapeuti e psichiatri per diagnosticare dei disturbi – l’ipocondria è riportata come Ansia da malattie, cioè una forte preoccupazione di contrarre malattie, più o meno gravi.

Veniva chiamata Ipocondria fino all’edizione precedente del manuale, ma noi continueremo a chiamarla così per affetto e perché è un termine di uso comune e molto più semplice da identificare per chiunque.

Cosa fa l’ipocondriaco?

Vediamo nel dettaglio come si comporta un ipocondriaco, o potrei dire, vediamo se ci azzecco a descrivere come fai tu, sì tu che leggi queste poche righe:

  • Ascolti ogni segnale che il tuo corpo ti manda: affanno, battito cardiaco accelerato, fiatone, dolori
  • Chiedi aiuto e rassicurazioni per farti dire che non hai nulla, ma dentro di te sai che c’è qualcosa
  • Eviti i controlli medici come la peste, perché ti diranno che sei malato
  • Ricerchi su google i significati dei sintomi che hai oppure cerchi i sintomi di una data malattia che pensi di avere per verificare se hai quei sintomi

Come è cambiato con il Covid?

L’ipocondria ai tempi del coronavirus sembra essere diventata la normalità, dato che, normalmente, chi soffre di ipocondria non è sicuro di quale malattia possa avere, le cambia di continuo, in questi giorni di emergenza sanitaria per il coronavirus, si è visto un incremento delle telefonate ai numeri di emergenza, la maggior parte erano per paura e panico di aver contratto il virus.

Lo so, ora ti starai chiedendo: quindi Carlo se esco e vado a fare la spesa, esponendomi al rischio, non devo aver paura di contrarre il virus?

C’è una grossa differenza tra essere attenti e rispettare le norme e l’essere terrorizzati per ogni cosa, ma soprattuto ci sono persone che sono maggiormente più soggette a cadere nella trappola della paura delle malattie, perché già ci navigavano prima.

Il lato positivo di questa situazione è che ha normalizzato (possiamo dire quasi guarito?) chi prima prendeva mille precauzioni, come mettere i guanti, non toccare nulla, lavarsi le mani e disinfettarle, sanificare ogni cosa, perché ha creato uno standard sociale comune a tutti.

Qualcuno in studio mi ha detto: Sa dottore, ora so cosa significa essere normale, cioè essere uguale agli altri.

Come è possibile però evitare la trappola dell’ipocondria?

Intanto cerca di riconoscere tutti quei segnali di tipiche azioni che ho elencato prima e cerca di interromperle, perché molto spesso sono proprio quelle che aprono la via a contrarre una malattia davvero.

Voglio farti un esempio chiaro, su questo aspetto.

Una persona che ha paura di avere una malattia al cuore, starà tutto il tempo a sentire le piccole variazioni del proprio battito cardiaco, spaventandosi ad ogni cambio di ritmo, ma nel momento stesso in cui ascoltiamo il nostro cuore, sarà per l’emozione di sentirsi chiamato in causa, questo batte più forte.

Questo porterà il nostro eroe a dirsi: Oddio, ora batte più forte, è tachicardia; al tempo stesso lo porterà ad evitare tutte le attività fisiche, perché potenzialmente metterebbero a dura prova un cuore ritenuto debole.

L’assenza di attività fisica, però comporta una riduzione delle difese immunitarie e un indebolimento dei muscoli, che porteranno il nostro eroe ad essere più a rischio di ammalarsi di qualche cosa.

Alla fine, come diceva il maestro Shifu, in Kung-fu Panda, la strada intrapresa per evitare il proprio destino ti porterà inevitabilmente a scontrarti con esso.

Puoi riuscire a superare questa paura, affrontandola, facendoti guidare da un professionista riusciresti ad affrontarla anche in tempi più rapidi.

Riferimenti Bibliografici

Cosa Fare in Caso di Dubbio?

Se la tua paura sta prendendo il controllo della tua vita e aggiungi precauzioni a quelle che i sanitari invitano a rispettare, stai cedendo alla paura.

Se hai il dubbio di che stai andando nella direzione sbagliata, che stai sviluppando una qualche paura delle malattie allora è bene che ti affidi ad un professionista, in modo che tu possa affrontare la tua paura in modo veloce e rapido.

Da un lato l’ipocondria ai tempi del coronavirus è anche normale, ma da un altro punto di vista, se eccessiva è un problema che porta alla rovina e a perdere il controllo che tanto si cerca di mantenere.

Qualche approfondimento:

La paura delle malattie

Il Mio Approccio

Questa Paura Terrorizza

Questa Paura Terrorizza

Esiste una paura che terrorizza.

Avete presente quando vorreste fare qualcosa, ma vi bloccate, terrorizzati per mille ragioni, più una? Oppure quando evitate tutta una serie di situazione che potrebbero mettervi a rischio? oppure quando vi trovate con il cuore che pulsa a mille, un senso di agitazione che sale e l’incapacità di muovervi?

Questa è la paura, quella terrorizzante. Una paura che terrorizza.

Ci sono delle persone che hanno paura di prendere un aereo, di salire in ascensore, degli insetti, dei gatti, dei serpenti e anche dei piccioni (una paura molto diffusa, anche se tu hai fatto un sorrisetto).

Poi ci sono persone hanno paura di esporsi, di essere giudicati, di contrarre delle malattie, di rimanere da soli (se questo aggiungo un paragrafo), di non riuscire a controllare le proprie reazioni.

Ognuno di noi, in qualche modo subisce la propria paura. La realtà è che la Paura serve per proteggerci, per farci stare attenti, per evitare i pericoli, ma a volte le cose si complicano, anche le cose più piccole ci spaventano al punto di terrorizzarci, questo perché ogni volta che evitiamo di affrontare le nostre paure, queste diventano più grosse e minacciose, innescando un circolo vizioso: evito, la paura diventa più grande, evito ancora di più, la paura sempre più grande, e via così, all’infinito.

Gli antichi sumeri incidevano nella pietra:

LA PAURA GUARDATA IN FACCIA DIVENTA CORAGGIO, QUELLA EVITATA SI TRASFORMA IN TIMOR PANICO.

ANTICA INCISIONE SUMERA

L’unico modo che abbiamo per riuscire a evitare di essere succubi delle nostre paure è dato dall’affrontarle, facendo piccoli passi alla volta, in questo modo diventiamo noi più grandi fino a terrorizzare le nostre paure.

Ci sono però delle situazioni in cui le paure possono essere sane.

Nel momento in cui sto scrivendo queste righe, tutta Italia, ma anche il resto del mondo, sta vivendo una situazione molto particolare, un lockdown (tutto chiuso, tutti in quarantena) imposto dai governi e dall’organismo mondiale della sanità, per contenere la propagazione del contagio di un virus molto aggressivo, il SARS-COV-2.

Le misure di contenimento sono date dall’uscire il meno possibile e solo per necessità: lavoro, salute e provvigioni alimentari.

In studio (virtuale) l’altro giorno una paziente mi dice: ho persino paura di uscire a fare la spesa, potrei essere contagiata.

Questo atteggiamento, in questa situazione, è un atteggiamento sano, il rischio di essere contagiati è molto elevato, le complicazioni di un possibile contagio sono altrettanto alte, quindi essere spaventati, prendere precauzioni, evitare di esporsi sono meccanismi utili a preservarsi.

Se questa paura me l’avesse portata in un altro momento storico sarebbe stata una paura da ridimensionare, da affrontare.

Concludendo, dobbiamo affrontare le nostre paure, ma prima dobbiamo guardarle bene in faccia, capire se sono sane e utili, oppure sono invalidanti.

Indicazioni Bibliografiche:

Paura, Panico e Fobie

Articoli e approfondimenti:

Gestire le reazioni al terrorismo

Se pensi che tu abbia bisogno di parlare con qualcuno puoi contattarmi qui compilando il modulo che trovi, oppure scrivermi un mail da questo modulo.